Terme di Diocleziano

LA STORIA

Le Terme di Diocleziano, le più estese del mondo antico, sono la sede storica del Museo Nazionale Romano. Istituito nel 1889, riunisce uno dei più straordinari patrimoni artistici d’Italia suddiviso, tra il 1995 e il 2001, in altre tre sedi museali: Palazzo Massimo alle Terme, Palazzo Altemps e Crypta Balbi. Quattro luoghi per scoprire la storia di Roma dai primi insediamenti nel Lazio agli splendori dell’età imperiale, fino alla passione rinascimentale per le antiche opere romane che portò alla nascita del collezionismo.

Le Terme di Diocleziano furono erette in soli otto anni, tra il 298 e il 306 d.C., nella zona tra i colli Viminale e Quirinale e si estendevano su una superficie di oltre 13 ettari. Erano delimitate da un ampio recinto e da una grande esedra con gradinate, corrispondente all’odierna piazza della Repubblica; ai lati dell’esedra si trovavano due biblioteche affiancate, ai margini del recinto, da due sale circolari, una trasformata nel 1598 nella chiesa di S. Bernardo, l’altra tuttora visibile all’inizio di via del Viminale.
Gli ambienti principali, frigidarium, tepidarium e calidarium, erano posti in successione lungo un asse centrale ai lati del quale si articolavano simmetricamente tutte le altre aule: accanto al frigidarium erano poste due grandi palestre scoperte. Allineate con il calidarium, erano due aule ottagone, una delle quali fu utilizzata dal 1928 agli anni Ottanta del secolo scorso come Planetario.
Il complesso fu restaurato all’inizio del V secolo e rimase probabilmente in uso per pochi altri decenni. Dopo quasi mille anni di abbandono, nel 1561 Papa Pio IV decise di realizzare all’interno delle Terme una basilica con annessa certosa dedicata alla Madonna degli Angeli e alla memoria dei martiri cristiani che, secondo la leggenda, erano morti durante la costruzione delle Terme. Il progetto fu affidato a Michelangelo che, rispettoso dell’edificio antico, utilizzò il frigidarium e il tepidarium senza alterarne le caratteristiche e ideò il Chiostro grande; negli stessi anni fu realizzato anche il Chiostro piccolo (detto Ludovisi per la collezione di antiche sculture che a lungo ospitò), adiacente al presbiterio della chiesa, che occupa circa un terzo della grande piscina delle Terme (natatio).
A partire dal 1575, con Gregorio XIII, le grandi aule delle terme furono trasformate in granai e depositi per l’olio.

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Foto credit: Museo Nazionale Romano