La mostra

Je suis l’autre

Giacometti, Picasso e gli altri
Il Primitivismo nella scultura del Novecento
28 settembre 2018 – 20 gennaio 2019
Terme di Diocleziano, Roma

Scultura raffigurante un’antenata Oceania. Melanesia. Nuova Guinea. Lago Sentani. Area orientale. Villaggio di Asei Fine del XIX secolo Lugano, MUSEC – Collezione Brignoni

Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri. Il primitivismo nella scultura del Novecento presenta al pubblico ottanta opere, tra sculture di grandi maestri del Novecento e capolavori di arte etnica.

Scultura raffigurante un’antenata Oceania. Melanesia. Nuova Guinea. Lago Sentani. Area orientale. Villaggio di Asei Fine del XIX secolo Legno e pigmenti, cm 122×22,5×23 Lugano, MUSEC – Collezione Brignoni

Kenneth Armitage Standing figure 1954 Bronzo, cm 50×15×9 Lisbona, Museu Colleção Berardo

Alberto Giacometti L’Objet invisible (Maintenant le vide) 1934-1935 Bronzo, cm 155×32×29 Saint Paul de Vence, Fondation Marguerite et Aimé Maeght A.Giacometti, by SIAE 2018

Byeri Guardiano di reliquiario Africa. Africa centrale. Gabon Fang Mvai Fine del XIX secolo Legno scolpito, h cm 38 Bergamo, Collezione privata

La mostra, promossa dal Museo Nazionale Romano, diretto da Daniela Porro, e dal Museo delle Culture di Lugano con Electa, è a cura di Francesco Paolo Campione con Maria Grazia Messina.

Il catalogo dell’esposizione edito da Electa, a cura di Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina, comprende numerosi saggi e una ricca antologia sulle «arti primitive» viste dagli artisti e dagli intellettuali del Novecento, offrendo un’ampia e documentata visione multifocale dei significati e dei valori delle opere in mostra e, più in generale, del tema del Primitivismo nell’arte del XX secolo.

Il percorso espositivo è concepito come un viaggio all’interno di aree tematiche, corrispondenti all’esplorazione personale di molti artisti del Novecento rispetto alle arti etniche e popolari non-occidentali che irruppero, in modo improvviso e rivoluzionario, alla fine dell’Ottocento. Il Primitivismo in particolare interessò la scultura della prima metà del Novecento: un incontro fatale che trovò nella materia stessa il suo fondamento primario e, al contempo, fu una liberazione che affrancò per sempre la scultura occidentale dal conformismo della fisionomia.

Gli artisti in mostra:
Karel Appel, Hans Arp, Kenneth Armitage, Georges Braque, Serge Brignoni, Agustín Cárdenas, Lynn Chadwick, André Derain, Jean Dubuffet, Sonja Ferlov Mancoba, Alberto Giacometti, Julio González, Henry Heerup, Ludwig Ernst Kirchner, Yves Klein, Jacques Lipchitz, Man Ray, André Masson, Joan Miró, Louise Nevelson, Isamu Noguchi, Pablo Picasso, Germaine Richier, Salvatore Scarpitta, Fritz Wotruba, Enrico Baj, Mirko Basaldella, Adriana Bisi Fabbri, Alik Cavaliere, Pietro Consagra, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Marino Marini, Luciano Minguzzi, Costantino Nivola, Arnaldo Pomodoro, Regina [Cassolo Bracchi], Raffaello A. Salimbeni, Gaston Chaïssac, Francesco Toris.